Aprire un eCommerce in Italia: introduzione

Come aprire un eCommerce in Italia (o perché non aprirlo)

Con questo articolo iniziamo una serie di articoli che hanno l’obiettivo di aiutare chi vuole approcciarsi al mondo dell’eCommerce e della vendita online per la prima volta.

Che cos’è esattamente un eCommerce? Si tratta di un termine che comprende le operazioni relative ad attività commerciali e transazioni effettuate per via elettronica: commercializzazione di beni e servizi, distribuzione online di contenuti digitali, effettuazione di operazioni finanziarie e di Borsa, appalti pubblici per via elettronica e altre procedure transattive della PA. La vendita si realizza tramite piattaforma web, su cui il venditore carica il catalogo prodotti/servizi così che il compratore lo possa consultare online, scegliendo i prodotti da acquistare e inviando l’ordine. A seconda del profilo cliente si parla di:

  • Business to Consumer (B2C): azienda che vende a un privato.
  • Business to Business (B2B): azienda che vende a un’altra azienda.
  • Consumer to Consumer (C2C): privato che vende a un privato.

Avvertenze prima dell’uso: ovvero come aprire un eCommerce in Italia senza fare flop

Vendere online è pur sempre vendere e se non si ha una minima esperienza nella vendita al dettaglio le possibilità di successo si riducono drasticamente. Vendere ha a che fare con le merci, con gli acquisti, con gli spazi per mettere le merci. Le merci non si smaterializzano, occupano spazio, ingombrano e devono essere gestite. Se ci si butta nell’eCommerce perché è una moda, perché si pensa che funzioni facilmente e che il successo sia a portata di mano, si rischia di bruciare i risparmi messi in parte. Amici e parenti sono la fonte iniziale di ogni impresa che parte, ma ci vuole tempo e danaro per avere successo.
Oltre all’esperienza nella vendita al dettaglio, serve anche un  po’ di esperienza nella tecnologia web.
Tutto si impara, nessuna preoccupazione, ma anche imparare ha un costo. In alternativa, circondarsi di persone competenti e di fiducia ed affidarsi alla loro esperienza è un’ottima idea, pur considerando che questo investimento ha il suo costo.

L’eCommerce in Italia: il mercato

Con l’avvento di Internet nessuno avrebbe scommesso un euro sull’eCommerce. Qualcuno più lungimirante invece ci scommise qualcosa di più, creando un impero. Si trattava di Jeff Bezos, patron di Amazon, che nel 1994 iniziò con la vendita di libri usando il garage di casa sua come magazzino.

Da allora l’eCommerce è stato un fiume in piena che ha stravolto le abitudini di acquisto. In Italia nel 2015, secondo una recente ricerca di Casaleggio Associati, la crescita dell’eCommerce è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, arrivando sino al 19% e facendo raggiungere al fatturato eCommerce italiano quasi i 29 miliardi di euro. Seppure la crescita è stata forte siamo ancora molto lontani dai principali mercati (Francia, Germania, Gran Bretagna e Usa) dove l’eCommerce ha raggiunto livelli di diffusione fino a quattro volte più elevati.

Ad attrarre sul web gli acquirenti sono per la maggior parte i servizi, turismo e assicurazioni su tutti ma si fanno largo anche i prodotti, con una crescita significativa di settori come l’alimentare e l’arredamento, in particolare i prodotti e servizi acquistati dalle famiglie italiane attraverso il web si concentrano per il 18% su viaggi e trasporti, seguiti da abbigliamento (16%)prodotti tecnologici (14%)articoli per la casa (13%)film, musica e biglietti per spettacoli (12%)libri e giornali (12%)telefonia e servizi assicurativi (6%).

La scarsa attitudine delle famiglie italiane all’acquisto online fa si che le aziende siano ancora poco propense ad affacciarsi sui mercati digitali. Nel 2015 sono state appena il 7% le imprese italiane ad avere ricevuto un ordine tramite il web. La media dell’area euro è stata invece pari al 17%.

Scoprite gli aspetti burocratici e fiscali da assolvere per aprire un eCommerce in Italia.