Punto sull’eCommerce in Italia

Focus sulla situazione dell’eCommerce in Italia nel 2015

Tempo di bilanci: grande attesa sui dati del 2015 in merito alla diffusione e all’uso dei sistemi eCommerce in Italia. Le grandi aspettative sono state mantenute? Per quanto i dati non siano ancora completi, badandoci sulle statistiche presentate da Casaleggio Associati non ci stupisce vedere un trend più che positivo: quello dell’eCommerce è un settore in continua crescita ed in costante fermento, a discapito dei numeri non ancora incoraggianti che la nostra economia continua a presentare.

Parlando di B2C, nel 2014 le vendite da siti di aziende italiane e di filiali italiane di gruppi multinazionali sono arrivate ad un  totale di 24,2 miliardi di euro.

Recentemente Netcomm ha registrato per il 2015 una crescita del valore dell’eCommerce italiano del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno,  pari a oltre 2,2 miliardi di euro.

Confermate tutte le tradizionali caratteristiche della vendita online nel BelPaese: cresce la platea dei servizi turistici,  e i servizi in genere sono senz’altro il settore trainante. I beni fisici rappresentano la quota maggiore;  il settore fashion mantiene il suo andamento positivo, ed aumentano coloro che acquistano articoli per la casa e per lo sport. Emerge, inoltre, che circa un terzo degli italiani si dedica allo shopping online per uso personale e strettamente privato.

eCommerce in Italia: in crescita, ma…

Veniamo alle note dolenti.  Tuttora, pochi brand riescono  letteralmente a monopolizzare interi settori:  ad esempio, Marketplace come Amazon ed eBay,  che possono contare su vasti assortimenti di prodotti a prezzi generalmente più convenienti e nella maggiore possibilità di ottenere valutazioni e recensioni che convincano gli utenti a fermarsi e comprare senza dover visitare altri siti. Ciò si somma alla grande capacità di leggere le esigenze dell’acquirente digitale ed analizzarne il comportamento -migliorando sempre più l’esperienza di acquisto- e alla gestione della logistica, tutti fattori che assumono un ruolo decisivo nelle conversioni.

Di pochissimi giorni fa una notizia Ansa da Bruxelles  ci piazza tra gli ultimi in Europa per lo shopping online: solo il 26% degli italiani fa acquisti su Internet, praticamente uno su quattro. Niente di così nuovo, se pensiamo che siamo tra le popolazioni europee meno connesse in assoluto e ci piazziamo al 66° posto mondiale per penetrazione, dopo Paesi come Malawi, Azerbaijan e Marocco. Anche le condizioni delle infrastrutture non giocano a favore di un pieno sviluppo di determinati servizi online; sappiamo bene quanto, ad esempio, la diffusione della banda larga sia un problema da non sottovalutare.

Tante opportunità da cogliere.

Di contro, possiamo contare nella nostra proverbiale mania per smartphones e dispositivi mobili in generale. Rapporto Italia 2015 dell’Eurispes rivela che quello italiano è un popolo di iperconnessi: se quasi tutti dichiarano di avere un profilo Facebook, il 67% si è ormai dotato di uno smartphone. La diffusione dei telefoni cellulari collegati a internet batte, seppure di poco, quella dei computer portatili (64,4%), dei computer fissi (62,7%) e addirittura quella dei lettori dvd (62,6%). Ecco che investire su una piattaforma di vendita online che sia mobile friendly diventa letteralmente vitale per il proprio business, e non è questo l’unico motivo: subentra anche la probabilità di essere trovati online con ricerche organiche. Ricordiamo l’ormai famoso Mobilegeddon di Google, il quale proprio quest’anno ha lanciato un nuovo algoritmo per favorire nelle ricerche solo i siti ottimizzati per la visualizzazione da dispositivi mobili.

Infine, un capitolo degno di nota è il crescente inserimento dei Social Media come voce importante e talvolta decisiva nei piani di marketing delle aziende italiane di eCommerce: in particolare Facebook viene considerato come il social media più utile ed efficace, seguito da Youtube. In calo, invece, Twitter, a favore di Instagram.

Alla luce dei dati appena analizzati, l’eCommerce si conferma dunque una grande opportunità per le aziende italiane che vogliano allargare il proprio giro di affari. Allo stesso tempo si intuisce quanto  improvvisarsi attori di questo settore diventi sempre più complesso, se non impossibile. Affinché il ROI sia soddisfacente, cresce la consapevolezza della necessità di affidarsi a professionisti del settore, così come di mettere in campo un investimento spesso cospicuo e ben pianificato, coniugato da efficaci attività di SEO e Web Marketing.